venerdì, 20 novembre 2009

Le città dell'Itaglia: Torino

TORINO

Torino quando arrivi è autunno, e gli alberi hanno le foglie che fanno sp-ciacc per terra quando cadono. Esse foglie sono: certe rosse, certe gialle, certe marroncine.Se ci cammini sopra mentre stai facendo la discesa, scivoli e può essere che ti rompi una gamba. Quindi stai attento a Torino quando arrivi che è autunno.

A Torino ti dicono che c'è questo palazzo che è largo un metro perché l'architetto quello lì della Mole (non la mole di chimica, la Mole con la M grande che sta anch'essa a Torino) una sera stava mbriaco lui e gli amici suoi e gli ha detto "scommettiamo che faccio un palazzo largo un metro". Ma poi alla fine solo da una parte è largo un metro. Dall'altra parte sono due metri. Forse l'ha fatto per non discriminare i ciccioni, però comunque anche così loro si devono mette da un lato, e i magri dall'altro, quindi secondo me sono discriminati uguale. Vedi che succede, a fare le cose da mbriachi.

Quando a Torino cammini da sola sul LungoPo c'è un tizio che dal piano strada ti fa "psss, psss" e ti manda i bacetti e se tu ti giri quello si nasconde dietro la balaustra, ma tu lo vedi lo stesso e pensi che la gente qui a Torino è proprio simpatica che si mette a giocare a un due tre stella di prima mattina in mezzo alla strada.

A Torino vendono le trapunte in offerta. (a Roma no, costano tutte assai)

Torino ha tutte le strade a quadrato che pare che si chiami pianta romana, ma se sta a Torino si dovrebbe chiamare pianta torinese, comunque anche quando ti dicono che per tornare a casa vai tutto dritto e ti trovi davanti alla chiesa e invece si erano sbagliati, poi per questa cosa della pianta romana (di Torino) a casa alla fine ci arrivi uguale.

A Torino c'è la metro. Ma io non sono andata quindi non ne parlo.

Torino sembra che fa freddo, e invece no. Ti puoi anche togliere il cappotto.

A Torino puoi anche camminare per strada senza che ti arrotano malamente.

A Torino ci sono i pirati, e la mattina se hai fortuna ci puoi camminare mano nella mano lungo il fiume dove ci sono gli aironi e le cicogne e c'è anche il sole; la bicicletta vi segue docili, in silenzio di tanto in tanto vi baciate oppure no, fa lo stesso, tanto c'è luce ovunque: fuori, ma anche dentro, e si vede dagli occhi.

A Torino i cuneesi della pasticceria costano come le pepite d'oro, però come antidepressivi il prozac gli fa una pippa.

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categoria: le città dellitaglia


giovedì, 19 novembre 2009

Non aprite quel forno: sense and sensibility.

Bisogna innanzitutto fare l'amore, a lungo, come naufraghi, con le luci accanto al letto che sono soffuse e i libri sulla mensola. Poi ci si può rintanare sotto le coperte, a guardarsi, e penserete che è davvero bello con gli occhi così chiari e le labbra che sono memoria a palpebre serrate.
A un certo punto la fame si farà sentire, e in cucina aprirete una birra mentre Neil Young si materializza fuori dalle casse. Le candele sono accese, dentro ai portacandele dove sono stampate le sue poesie. L'alcool inizia a salire su, su, fino al più remoto neurone e si sedimenta sulla punta delle dita, mentre lui sminuzza lo speck e la rucola. Poi, ebbre, ballate con lui strofinandovi contro il suo torace e accarezzandogli l'orecchio con la lingua - "eccola là, è partita..." dice lui ridendo, e anche voi riderete e, barcollando, grattugerete via la scorza dal limone, che lui poi spremerà. Intanto le melanzane a fettine sottili friggono, sulla padella, e i bicchieri di birra si confondono "ma tu bevi dal mio bicchiere!" "e tu sei già ubriaca!" dirà lui abbracciandovi da dietro e imboccandovi con una fettina superstite di speck.
Mescolate gli ingredienti e osservate la stanza girare in fretta, chine con la testa poggiata sul braccio, guardatelo aprire la bottiglia di vino: lui è un uomo e voi siete, compiutamente, donna. Poi scolate la pasta, a fatica, ridendo, col suo braccio che vi cinge la vita.

Sedetevi a tavola, le candele sparse sui vari ripiani della cucina, bevendo il vino e guardandovi, prendendovi la mano di tanto in tanto.
Assaporate ogni boccone, ogni sensazione, ogni istante, lasciando scivolare nel vostro corpo i sapori contrastanti del cibo, della lingua di lui, della chitarra, del vino e del languore infinito che vi riempie fino al nucleo, fino all'essenza stessa del vostro qui, del vostro ora.

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sabato, 14 novembre 2009

One week later

Una settimana fa, a quest'ora, stavo beatamente sollazzandomi in faccende di letto, anzi di divano-letto, con un vecio Pirata. A dispetto dei dolori all'orecchio e della febbre  -miei- e della tosse insistente -sua-.

Oggi, a quest'ora, ho appena finito di assumere pose da contorsionista armena incastrata nel buco del cassettone della cucina per riparare i tubi del lavandino.


Però posso vantarmi di aver conosciuto di persona il cugino di Blob: è una melma nerastra e vive nel sifone dei miei scarichi.
L'ho chiamato Adalberto.

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giovedì, 12 novembre 2009

Favola della buonanotte (ovvero il Momento della Melensaggine Gratuita)

I parte

C'erano due foglie, una gialla e una rossa, che d'estate s'incontrarono, s'innamorarono e fecero l'autunno.
FINE.

II parte

Ma la foglia giallo-minollo scappò nel bosco. Si dice che la foglia rossa con l'aiuto della bora la cercò per tutto l'inverno, la ritrovò sotto un ciclamino rosa e ci fece assieme una gemma che chiamarono Primavera.
FINE.

(un Pirata Notturno)

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lunedì, 09 novembre 2009

Non aprite quel forno: nasello e lacrimogeni

Mandate un Pirata a navigare per le procellose strade del vostro quartiere, incuranti delle guardie che si assiepano sotto le finestre della vostra cucina. Perché un giovane corsaro è morto, qualche giorno fa, morto dopo esser stato catturato dalle guardie del Governatore. E, si sa, le guardie del governatore non sono mai troppo gentili con i Figli della Tortuga. A la guerre comme à la guerre, dicono i Franchi. E forse anche qualche Giuseppe.

Il Pirata procurerà del nasello surgelato perché siamo quasi in inverno, e della feta greca, e dei pomodori e della cipolla. Farà un sugo con quella cipolla e quei pomodori, mentre in forno i naselli cominciano a commuoversi e a piangiucchiare, un po'.
Nel frattempo, vi racconterà del corteo.
Quale corteo?
Quello qua, sotto casa, guarda le camionette.
Loro gettano i lacrimogeni -e intanto sminuzza la feta-.
E gli altri rispondono incendiando cassonetti - e sparge il sughetto sul pesce.

Il Pirata sa che avete difficoltà a masticare certe cose, è un Pirata gentile che accudisce le vostre necessità primarie.
Il Pirata sa che avete una sensibilità tremendamente acuta e che la pelle è tutta un nocicettore, in questi giorni.
Delicatamente, aggiunge il formaggio.
Fuori, le guardie in tenuta antisommossa si sbattono i manganelli sulle mani.

Non c'è posto per la rabbia. I vetri sono a doppia camera, i rumori neanche arrivano su fino al mio primo piano.
I naselli sono tenerissimi, e squisiti, e voi restate là a chiedervi come abbia fatto ad armonizzarli così bene con del formaggio, di pecora per di più.
Come si fa ad armonizzare l'idea di uno Stato che è fatto di singoli cittadini, con l'oggettività di uno Stato che si pone al di sopra dei singoli cittadini, un'entità astratta le cui propaggini possono permettersi qualsiasi forma di ingiustificata follia o violenza, in nome di qualcosa che, a conti fatti, non esiste.

Masticate, anche se a fatica. Il risultato effettivamente ne vale la pena.

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categoria: incazzature, in un mondo che, non aprite quel forno


venerdì, 06 novembre 2009

La dieta dell'Otite

Sei una donna frustrata che vuol perdere peso rapidamente e in modo sicuro?

Sei un tipino sempre alla ricerca di nuovi entusiasmanti modi per castigare le tue vili spoglie mortali?

Sei alla ricerca di un'alternativa alle noiose giornate fatte di lavoro/Università, birre al pub e incontri con gli amici?


Io, Otite, ho la soluzione giusta per te!
Basta una massiva infezione al tuo orecchio destro, per avere i seguenti vantaggi:

1) Impossibilità di dormire la notte, perché nel sonno ti capiterà invariabilmente di poggiare la testa dal lato dolente e allora tac! Risveglio immediato con urlo annesso che terrà vive le tue onde cerebrali aumentando così il tuo consumo calorico! Fantastico, no?

2) Febbre a non meno di 38, con picchi che arrivano oltre il 39, e che richiederà moltissimo dispendio energetico per esser tenuta così viva! Senza contare che a tutto questo si assocerà un piacevole effetto delirante ottenibile solo con alcune tra le migliori droghe in commercio. Ovviamente GRATIS!

3) Edema periarticolare della mandibola, che ti impedirà di masticare adeguatamente qualsiasi cibo solido costringendoti a nutrirti solo di latte caldo e pavesini adeguatamente ammollati. Calorie totali: 150!

4) Giramento di testa dovuto a una probabile labirintite transitoria, che ti provocherà una nausea terrificante ogni volta che ti alzi in piedi, accordandoti lo spazio di movimento necessario solo per andare a fare la pipì e preservandoti da eventuali, esecrabili ricaschini come un cucchiaio clandestino di miele (funziona meglio se hai la cucina LONTANISSIMA dalla tua stanza)

5) Vomito indotto dallo stratosferico connubio amoxicillina-acido clavulanico assunti in condizioni di quasi-digiuno! (se non dovesse essere sufficiente, consigliamo di rinforzare l'effetto con compresse effervescenti di cortisone in dosi da cavallo)

In più, altri strabilianti plusvalori se vivi da solo o le tue coinquiline sono via!

6) Non avrai nessuno che va a farti la spesa! Quindi dovrai centellinare accuratamente le tue provviste!

7) Se anche, a metà pomeriggio, nonostante il totale stato di prostrazione psicofisica a cui sarai ridotto, venissi assalito da un rigurgito di orgoglio e fame/sete, non vi sarà nessuno che possa recarsi nell'Ultima Thule dove risiedono le provviste, il frigo, il rubinetto e i fornelli, per appagare questo tuo insensato appetito. Ovviamente, questo accade in perfetta sinergia col punto 4.


Se ciò non dovesse bastare, non temere! Il nostro valente staff farà sì che l'infezione si trasmetta anche all'orecchio controlaterale per prolungare e potenziare gli effetti del nostro miracoloso trattamento di bellezza!

Non ci credi? Pensi che tutto ciò che ti ho appena descritto sia troppo bello per essere vero?
E invece lo è! Fai come la nostra Ciccuzza, che in soli sei giorni ha perso ben due chili e si è anche guadagnata un luminoso colorito verdognolo!

E ricorda, la soluzione in una parola:

O T I T E!

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categoria: diario di bordo, corso di sopravvivenza, elogio della follia, dottoraus


mercoledì, 28 ottobre 2009

fatti loro: le assassine della sala operatoria

Non ci crederete, ma succedono i fatti.
Ne succedono anche svariati al giorno.
Del tipo che io sono una e i miei occhi più veloci di così non possono andare, a leggere, a meno che non ero Superviky ma adesso vi confesso un segreto: non sono Superviky. Ho una coinquilina che si chiama Viky, però anche lei è Viky senza Super quindi siamo punto e daccapo.

Certe volte mi viene lo sconforto per la troppezza di fatti. Anche perché la maggior parte sono fastidiosi.

Però ogni tanto vi voglio far vedere che non sono una che dorme all'impiedi e qualche fatto lo sento e lo penso anche io.

Per esempio oggi parlerò di quel primario di Polentonia che si è messo a urlare alle donne che erano in attesa di abortire che erano delle assassine. Lasciamo stare quelle cose della laicità, non ci voglio manco entrare nel merito del fatto che se ci devi mettere in mezzo la religione secondo me non puoi fare il medico per uno stato laico che sennò se sei testimone di Geova e ti mettono al Centro Trasfusionale tu fai come un pazzo quando vedi tutte quelle sacche e allora vatti a fare il primario nelle cliniche private dell'Opus Dei che ci sono le vecchie frigidone che si mettono il cilicio e io penso miii emmenomale che sei frigida che ti piace pure il sadomaso. Lasciamolo stare, questo fatto.

Pensiamo che tu primario mi hai chiamata assassina a me che ho diciott'anni e faccio il quarto superiore e mio padre se mi angappa che sono incinta mi fa una faccia come un pallone da regbi, o a me che tengo quattro figli e sto di affitto e mio marito l'hanno messo in cassa integrazione da metà aprile e meno male che è ancora viva quella vecchia nzalanuta di sua mamma che almeno ci pigliamo qualche cosa della pensione. Pensiamo che io già mi sto cacando sotto che mo mi ficcano questi aghi nel braccio e poi certi ferri nella pancia. Pensiamo che vorrei avere lo stipendio che tieni tu, strunz, per lo fare crescere ricco bello e con la pleistescion a questo bambino che bambino ancora non è che mi è venuto ad abitare da un mesetto a questa parte e che io di notte mi accarezzo la pancia e penso ma vafangulo io mo ti faccio crescere, piccolì, poi penso che se lo faccio crescere in questa situazione o mi diventa spacciatore o serialchiller o comunque un'altra cosa che sarebbe meglio di no, e allora piango e quindi stamattina sto qua a farmelo levare da dentro mentre quello mi grida che la serialchiller sono io.

Io voglio sapere che scarpe tieni, dottò, quando vai a correre. Tieni le naic? Lo sai quello che fa la naic ai bambini del terzomondo?
Voglio sapere dove tieni il conto corrente, dottò. Lo sai che quasi tutte le banche italiane hanno finanziato le missioni di guerra un po' qua e un po' là degli ultimi anni? E che certe stavano pure ammiscate con la Valsella?
(Dottò, magari tu non sai che è la Valsella e te lo spiego io: è quella che faceva le mine. No, dottò, senza che ti cerchi la matita nel taschino con la faccia da angioletto. Le mine quelle che fanno bum, che se proprio ti dice culo ti zompa solo una gamba o una mano o un occhio e poi arriva Ginostrada e te li riattacca con la Millechiodi. Sennò muori, dottò)
Voglio sapere un sacco di altri fatti.
(ve l'avevo detto, no, che i fatti erano troppi da sapere?)
Soprattutto voglio sapere se tu ti senti innocente veramente solo per il fatto che sei a migliaia di chilometri e di giorni di distanza da quei cimiteri, o se la notte il tuo rigido cattolicesimo ti fa mancare l'aria con l'eco delle parole di chi disse "chi è senza peccato, scagli la prima pietra".

Questo è il fatto.

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lunedì, 26 ottobre 2009

uichend artistichevolissimevolmente

PARTE PRIMA

Titolo: l'attesa urbana
Opera: Si tratta dell'installazione di un artista canadese.

Un autobus della linea 409 sta fermo alla stazione Tiburtina, la gente sale, aspetta, ma quell'autobus non partirà mai. Poi all'una e mezza di notte tutti si stufano di aspettare l'autista* e scendono. A quel punto, l'autobus chiuderà le porte e partirà, grazie a un sistema telecomandato.

PARTE SECONDA

Titolo: la fiaba della buonanotte, la fiaba della buonanotte due.
Opera: Si tratta della creazione estemporanea, notturna e sottocoperta di un vecio pirata triestino.

C'erano due libellule, una portava delle tende arancioni e viola, l'altra un pacco pesantissimo. Quella con le tende chiede all'altra cosa c'è nel pacco. L'altra dice domani vengo a casa tua e te lo faccio vedere. Il giorno dopo va a casa sua, si schianta contro la porta e muore.
Poi c'erano due lumache alla stazione Tiburtina. Una anziana e una giovane. Si vanno incontro, poi fanno l'amore, si accarezzano con le antennine. Sta arrivando l'ambulanza che era stata chiamata per soccorrere una libellula agonizzante dall'altra parte della città. La chiocchiola anziana vede che la giovane si trova esattamente sulla traiettoria dell'ambulanza che sta sopraggiungendo a sirene spiegate. Si lancia per salvarla. Poi fanno di nuovo l'amore.

PARTE TERZA

Titolo: la lavagnetta di casa mia
Opera: Si tratta di una struttura grafica appesa ai muri della mia cucina.

In alto, in grande, c'è scritto: Marmellata di pomodori -appunto mnemonico di un anoniminollo-
A destra, in piccolo e circondato di note, c'è scritto: IO CHE NON VIVO + (N.d.R.: con l'accento sul +) DI UN'ORA SENZA TE... -Uri, Per Caso-
In basso a sinistra, composta di un tovagliolo Scottex ritagliato e acconciato all'uopo c'è: una libellula fermata con una calamita -Delia vs. Le Forbici-
In basso a destra, c'è disegnato: una sveglia, una faccia così -> -.- con i capelli lisci e un po' lunghetti che sarei io svegliata a forza, e una faccia così -> :) che sarebbe Patrizia che mi ha svegliata a forza -Patrizia svegliatrice a forza-
Al centro, in corsivo un po' sbiadito, c'è scritto: Ciao da Rina e Antonio -Signori Genitori in fase di estro comunicativo-
Al centro, un po' più in basso, c'è scritto: Dove che xé babe xé sempre casin! ** (10 MIN DI RIFLESSIONE PER SCRIVERE 'STA MONATA) (ECCO) -Vecio Pirata con accentite acuta-



NOTE

* Dopo una certa età pare che sia inevitabile una malsana affezione per le citazioni.

** Laddove questa risulta essere la prima regola che governa l'universo. La seconda essendo: le babe xe tutte puttane.
Il commento finale del mio prezioso informatore è stato: la prima è sicuramente vera. La seconda... magari lo fosse.


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sabato, 24 ottobre 2009

fate l'amore non fate la guerra

Ieri mattina alla stazione era tutto pienissimo, c'erano le bandiere, c'era persino un camioncino con Santa Precaria e la processione dietro, di chi le sorreggeva il telo nero.
Io e papà camminavamo affiancati.

Poi tornando a casa leggevo quel pezzo del Pendolo di Foucault dove si parla di Belbo che pensa alle occasioni e come si scappa alle manifestazioni e Lui che mi dice vabbè tanto tuo padre saprà come evitare le botte, nel caso. Non mi credeva, quando gli ho detto che né io né papà abbiamo mai preso mazzate dai "celerini".

"Papi però forse non è più il tempo", gli ho detto. Papà era troppo piccolo, nel '68, forse questa cosa gli si stringe un po' intorno allo stomaco ma non lo ammetterebbe mai.
"A che serve, questa manifestazione, pa'? Chi credi che ne parlerà?". Mi guardava con gli occhi sgranati: tu quoque, Bruta! (arbitraria assegnazione alla prima declinazione, mi scusino i latinisti). La stampa è marcia, pensavo, e di te papà che ti sei alzato all'alba e tornerai a casa alle tre di notte nessuno o quasi verrà a saperlo. Mentre magari tutti parleranno della velina e dell'attore, per dire. Non è manco una questione di dimensioni di sogno e realtà, è proprio che se una cosa non ha nome, non esiste.

"Internet", gli ho detto. Mi guardava come un'aliena, una mutante. La stessa sfiducia avevamo negli occhi e nessuno dei due aveva la soluzione.
"Bisogna trovare strade alternative, pa', cazzarola, sei un sociologo, smettila di aggrapparti alla lotta degli anni '70: sono passati trent'anni. Siamo animali diversi, adesso, meno ignoranti ma più viziati, più impauriti, più isolati: siamo più soli". Questo sì, mi ha detto, su questo hai ragione.

Come si fa a fare un esercito di solitudini?
Ripenso alla questione delle reti di cui discutevamo con Vale.
Snodi, invece che figure accentratrici.
Non so, però, qualcosa non mi torna.

Comunque stamattina poi ho vinto una scommessa, e il prossimo weekend, se il Vecio non s'innamora di un'altra nel frattempo, organizza un viaggio alle Cinque Terre. "ne scegliamo una..." ha detto. "ne scegli una, io non ci sono mai stata" ho replicato. "scendo con la macchina così andiamo anche a Genova" ha detto.
E io muovevo le gambe nel lettone, come una gatta: una gatta con gli artigli rivoluzionari rinfoderati, una gattina felice.

Il mio quesito conclusivo è: fare l'amore, è un gesto di individualismo spinto che ci separa dal resto del mondo, o è una formula preziosa per toccare l'essenza stessa della vita, e ci avvicina all'universale?

(ok, chi vuol mandarmi affanculo lo faccia ora o taccia per sempre)

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venerdì, 23 ottobre 2009


MINO: farò come con valpao
MINO: che io esco con lui e lui solo e a voi vi scaco
MINO: tanto lui mi chiama principessa

URI: principessina

MINO: e io adesso mi vado anche a prendere una bella pizza
MINO: tonno e cipolla

URI: sua altezza.. ke dire?!

MINO: 1,68

URI: allora sua bassezza

MINO: sono nella media
MINO: sua mediezza

URI: ah sei nella media?! ma nn facevi l'università?!

MINO: no, ho tirato su solo due muri ma poi mi so' stancata e ho lasciato da finire tutto all'impresa Mecca

URI: allora sarà stata un'impresa

MINO: sì, l'Impresa dell'impresa
MINO: (va bene la smetto)

URI: sare ora
URI: sarebbe

MINO: sare? amiche tue?

URI: no, sn due deserti

MINO: (uri ma lo vedi che sei contagioso?)

URI: no, sto da solo

MINO: (e non continuo perché "sono due deserti" portava a una risposta con robba di travoni, ma io ho fame)

URI: i travoni cn cui hanno finito l'università

MINO: che adescano tagioso

URI: tagioso, il fratello di taleggio


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categoria: stronzolario, ciattate, i miei amichi del cuoro


mercoledì, 21 ottobre 2009

Appello

Allora:
ribadisco:
io a Trieste non sono mai andata:
e per ora non ci posso andare:
perciò:
la vogliamo smettere che mi alzo la mattina e mi dite i fatti che vi comprate le sigarette in Slovenia che poi ci sono le osterie che costano poco, poi il pomeriggio mi dite i fatti dei zupponi dei vecchi senza denti che si mangiano le brodaglie poi mi mandate anche i linchi che io mi devo imparare le canzoni che uno mi insegna il ritornello e un altro mi dice il titolo che sembra che sto giocando a Sarabanda ci manca solo Papi che mi dice "cio, baba..." e altre parole senza le doppie, poi la sera un'altra volta questi fatti dell'impero asburgico e della mitteleuropa e il porto franco e io mi sto rincretinendo.
Aò.
Io abbiteno a Roma.
'A capitale.
Dove che ce stanno li nani moretti che mozzicheno.

(Giudiceeeee aiutooooooo salvami tuuuuuuu!)

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mercoledì, 21 ottobre 2009

 
Preambolochenoncentraniente

O amici dell'amicizia vicinante che vi preoccupate perché quando non scrivo significa che c'è qualcosa che va storto, spreoccupatevi. Sono stata via: una festa di diciott'anni, una lunga giornata in giro per Roma e il kebabbaro ad Arco di quando non ho voglia di cucinare, qualcuno ha plagiato Saba facendomi arrossire per la mia presunta "scontrosa grazia". A Trieste non ci sono mai stata, ma ci voglio andare. Ssshh, però, non andate a dirglielo.
I'm alright i'm alright (e il coro rispose "she's alright she's alright").

 
Post verepproprio

I calzini turchesi.
Io me li metto anche a righini rosa e gialli, se è per questo. Mi lobotomizzeranno, suppongo.

Il liceo coreutico.
Maria De Filippi sentitamente ringrazia.

Posto fisso.
Nel senso: alla Stazione Termini, sempre lo stesso pilastro, e che nessuno tocchi il tuo cartone. (ah no, quello è diritto all'alloggio)

Fine del post.
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categoria: diario di bordo, incazzature, in un mondo che


domenica, 18 ottobre 2009

De gustibus

"Harry Potter non l'ho mai letto perché l'attore ha quegli occhiali troppo fuori moda"
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categoria: a famigghia


giovedì, 15 ottobre 2009

Bastardi senza gloria.

La recenzione di oggi è maleducata ma non è colpa mia, è proprio il titolo che è così.
 

recenzione 1

Praticamente è la storia di questi otto cagnolini, certi mezzi pastori tedeschi che anche uno si chiama Rex, certi yorsciair, poi c'è pure il capo che è un bulldog, ma nessuno ciaveva il pedigrì.

Comunque questa ragazza, Gloria, se li portava a casa e li dava a mangiare. Poi a un certo punto c'è uno che dice arrivederci Lenin e  allora tutti dicono marò un comunista! Farabbutto! poi qualcun altro dice no questo è un film di bastardi no di farabbutti! e allora c'è un casino che non si capisce niente e nel parapiglia Gloria viene rapita da Austin Powers che se la carica e se la porta negli anni '60 dicendo non ti preoccupare qui abbiamo Lessi e Rintintì.

E i canucci però ci restano male che lei se n'è andata e piangono e camminano un po' da qua e un po' da là per tutto il resto del film.

FINE
 
recenzione 2

Tarantino dopo che gli ha combinato quel casino delle escort a Berlusconi ha detto ià vabbuò mo ti dedico un film bast ca t stai zitt.
E, anche se lui solitamente si occupa di sanità, ha fatto un film.
Ci ha pure messo Brad Pitt che per omaggiare Mangano fa la faccia del Padrino e dice baciamo le mani.

FINE
 

recenzione 3

Questo film dura un'ora e mezza per colpa di Sergio Leone.
Questo film c'è uno che sembra Castellari e infatti è Castellari per colpa del fatto che questo film è un remake di uno di Castellari.
Questo film voi vi pensate di andare a vedere un film di guerra ma è un western sempre per colpa di Sergio Leone.
Questo film a me mi è piaciuto assai.
Questo film meno male che me lo sono andato a vedere col mio amico cinefilo (ma no come a Gloria di prima, lei è cinofila) che dopo mi ha spiegato i fatti. Ma non troppi perché era stanco.
Questo film se il mio amico non era stanco e mi diceva qualche altro fatto forse la recenzione veniva un po' meglio.
Questo film comunque un po' della recenzione era anche farina del mio sacco, che vi credete.

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categoria: films


lunedì, 12 ottobre 2009

La mattina in cui mi sono svegliata con la caviglia ancora dolente e ancora qualche difficoltà nel respirare bene l'aria, ho fatto il tè e mi sono avvolta nella mia coperta di toppe colorate, quella che mi ha fatto mamma.
Ho passato cinque minuti allo specchio a guardarmi ché sugli occhi avevo ancora il mascara di ieri e la matita, ma sembravo un'illustrazione pateticamente tenera dai colori incerti e allora io e quel verde che vira al grigio abbiamo fatto pace.

Voglio che mi raccontano una favola  che zampetta sul cuscino quando vado a dormire, senza principesse imbalsamate con la crinolina, voglio che facciamo le bolle di sapone e che camminiamo facendo s-ciac! nelle pozzanghere.




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categoria: supercalifragiecceteraeccetera


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(in ordine alfabetico x nn fare torto a nessuno dei 3000 generi...anke se così la cosa sembra parekkio dissociata) : 24grana/ 99 posse/ afterhours / almamegretta / allevi / ani di franco / apocalyptica / bandabardò / battiato / beatles / bennato (eugenio ) / bersani / bjork / bregovic / capossela / children of bodom / cla / coldplay / consoli / conte / cranberries (di un tempo) / cure / daniele silvestri / dark tranquility / de andrè / de gregori / decemberists / dEUS / depeche mode / doors / donà / dream theater / dresden dolls / dylan / einaudi / elio e le storie tese / fabi / franz ferdinand / gazzè / gogol bordello / hendrix / interpol / inti illimani / iron maiden / janis joplin / jeff buckley / joan baez / joy division / julie's haircut / kaiser chiefs / kasabian / keith jarrett / lacuna coil / latte e i suoi derivati / led zeppelin / ligabue / linea 77 / madredeus / mannoia / manu chao / marley / marta sui tubi / massive attack / megadeth / metallica / modena city ramblers / mogway / motel connection / motorhead / muse / negrita / nick cave / nidi d'arac / nightwish / nine inch nails / nirvana / noir desir / norah jones / pink floyd / pj harvey / placebo / police / portishead / queen / queens of the stone age / radiohead / rage against the machine / rammstein / R.E.M. / rino gaetano / sigur ròs / simon & garfunkel / ska-p / sonata arctica / sonic youth / starsailor / stone sour / subsonica / sud sound system / system of a down / tool / tom waits / tori amos / travis / tristania / tryo / twilite singers / U2 / velvet underground / verdena



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